Francesca

Chi sono? Bella domanda e vorrei poterti dare una risposta chiara ma purtroppo non è così semplice perché come diceva Severino Boezio “L’uomo è un mondo in miniatura”. Posso dirti che sono nata a Genova e quella città portuale mi ha insegnato ad amare il mare e le scoperte, girare per i suoi vicoli mi ha regalato una spiccata curiosità. Cresciuta a focaccia, pesto e cartoni animati ho viaggiato tra le pagine delle fiabe coltivando la mia fantasia.

Fare l’educatrice mi ha permesso di coltivare il mio “ bambino interiore”, ognuno di noi dovrebbe trovare la via giusta per mantenerlo sempre vivo e vitale. La mente costruisce immagini e ha bisogno di strumenti per renderle tangibili, i miei sono le mani e la macchina da cucire.

Le mie mani piccole e rugose, ma veloci come lampi quando un’idea mi travolge, sempre pronte a imparare nuovi movimenti. La macchina da cucire mi accompagna fin da piccola, il suo rumore costante è legato ai pomeriggi d’estate a casa di mia zia, ero affascinata dalla sua velocità nel muovere quel pedale senza un’esitazione.

L’amore per i tessuti e la capacità di creare abbinamenti armoniosi è ciò che mi ha regalato mia madre, andare a trovarla in quel enorme negozio pieno di bellissimi abiti e vederla all’opera è stato sempre di grande ispirazione. Vivere in mezzo ad ago, filo e tessuti mi ha segnata nel profondo. Ora vivo immersa nella campagna toscana, qui il ritmo è più lento e la natura è come una coperta che mi avvolge regalandomi stimoli ed ispirazioni. In questa atmosfera bucolica creo i Lavandilli.

Barnum

Lui è il front Lavandillo della bottega, un vero pupazzo rubacuori con la passione per il circo ma senza animali. La sua occupazione principale è quella di farmi impazzire, grande sostenitore della programmazione minuziosa mi sorveglia perché io rispetti la tabella di marcia. Se vieni a trovarci in fiera lo vedrai seduto comodo che mi comanda a bacchetta e a fine giornata si lamenta di essere il pupazzo più stanco dell’intero universo.

Lamù

Piccola, morbida e un po' fetente, scruta i Lavandilli da lontano senza dar loro troppa importanza. Se la scelta è tra pupazzo e copertina vince sempre quest’ultima. Quando si trova circondata da Lavandilli si alza e con molta flemma si ritira nelle sue stanze come una dama del castello. Quando usciamo a fare due passi fuori dalla bottega e la guardo col naso fisso a terra dove sicuramente ci sono un miliardo di odori che io non sentirò mai, comprendo il profondo significato di “vivere il presente”. Lei è il mio indicatore del “troppo pieno”

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