Come Nascono

Ogni Lavandillo è speciale ed unico perché la quantità dei materiali che ho a disposizione è ridotta, la ricerca è minuziosa e costante e mai semplice. Una scelta precisa dettata dal desiderio di recuperare tessuti, pezze, fili e bottoni che rischiavano di non avere una seconda possibilità, dalla voglia di non sprecare nulla e magari, nel mio piccolo, di poter aiutare anche questa terra che ci accoglie. Ma come è nato il primo Lavandillo? Ricordo perfettamente quel pomeriggio. Mettetevi comodi perche' voglio proprio raccontarvelo.

Una tazza di caffè, il sole che entra dalla finestra ed io seduta davanti alla mia macchina da cucire con accanto un enorme sacchetto di avanzi delle stoffe usate per creare borse. Ebbene sì. Allora cucivo borse con materiali di recupero e conservavo gelosamente anche il più piccolo ritaglio. Tutto quel tesoro non poteva e non doveva essere sprecato e così ho cominciato a cercare il modo migliore per regalargli una seconda vita. Un piccolo pezzo di stoffa in mano. Io che lo guardo, lo piego, lo fisso con uno spillo. Prendo una penna e disegno una linea. Infilo sotto il piedino della macchina da cucire, schiaccio il pedale e cucio seguendo la linea. A quel piccolo pupazzo appena nato dallo scarto di una stoffa mancavano alcuni dettagli. Mancavano gli occhi per esempio e così eccomi ad aprire le mie scatole di bottoni, anche loro recuperati o regalati, per cercare gli occhi giusti. E voilà il primo Lavandillo era tra le mie mani.

Se li schiacci poi senti un meraviglioso profumo di Lavanda, merito dei fiori che si trovano al loro interno e che vengono dal recupero delle potature delle ville vicine. Non so a te ma a me ricorda le lenzuola stese al sole, l’abbraccio di mia nonna e i pomeriggi d’estate distesa sul divano a leggere.

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